Dati tecnici
Notizie Storico Critiche
I due divani sono citati nella parcella di Giuseppe Maria Bonzanigo datata 11 luglio 1783, dove vengono descritti come “alla greca”, insieme a “dodici taboretti di simile intaglio”. Realizzati in legno di noce, presentano otto sostegni torniti e intagliati a passo elicoidale, ornati da foglie e bacche che terminano in un dado di raccordo con rosetta centrale. I braccioli, decorati con un motivo a cerchi, si concludono con eleganti foglie e una greca, mentre lungo l’intero perimetro corre una bordura a nastro avvolto a spirale. La superficie è interamente rivestita da una laccatura color avorio, profilata da una doratura a foglia realizzata con la tecnica a guazzo su base di bolo arancio. Al centro dello schienale spicca una coroncina di fiori, affiancata alle estremità da due piccole pigne, finemente intagliate da Bonzanigo e dipinte da Michele Antonio Rapous. Questi dettagli si integrano armoniosamente con le decorazioni degli altri arredi ideati dallo scultore per la medesima sala, in particolare con gli intagli delle specchiere e la cimasa del paravento. Per quanto riguarda il rivestimento, nell’inventario dei mobili della Palazzina del 1880 si menziona una “stoffa in seta bianca avente un fiore applicato nel centro”, della quale viene segnalato il mediocre stato di conservazione, che ne determinò in seguito la sostituzione con un rivestimento moderno.
Bibliografia
- R. Antonetto, Il mobile piemontese nel Settecento, Torino 2010, I, p. 345, n. 3







