Pregadio
Dati tecnici
Notizie Storico Critiche
Il pregadio, insieme agli altri due situati nelle stanze del re e della regina, rappresenta un'importante testimonianza del dialogo artistico tra Benedetto Alfieri e Pietro Piffetti che avvenne all'interno delle stanze della Palazzina di Stupinigi e che fu cruciale per il percorso artistico dell'ebanista. Si tratta, infatti, di opere realizzate da Piffetti su disegni consegnati direttamente dell'architetto sul finire degli anni cinquanta del Settecento. Come si può evincere dal pregadio della Saletta 11, l'ebanista si orienta verso una nuova estetica che privilegia una forma e una decorazione molto più essenziale, con ampie superfici rivestite di nuda radica, scandite da applicazioni di intagli dorati eseguiti da Francesco Ladatte. Questa scelta stilistica esalta la funzione dell'oggetto, destinato alla preghiera e al raccoglimento, abbandonando ogni eccesso ornamentale. La datazione al 1758 è confermata da un attestato di pagamento per questo pregadio e per una scrivania (perduta) «provvisti condotti e collocati a suo posto nel corrente anno nell’Appartamento di S.A.R. il Signor duca di Chiablese in Stupiniggi».
Bibliografia
- R. Antonetto, Il mobile piemontese nel Settecento, Torino 2010, I, p. 181, n. 19
- G. Ferraris, Pietro Piffetti e gli ebanisti a Torino 1670-1838, a cura di A. González-Palacios, con la collaborazione di R. Valeriani, Torino 1992, pp. 60-61







