Aquila che divora una lepre
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Notizie Storico Critiche
Già attribuiti ad Angelo Maria Crivelli da Ferdinando Arisi, autore della monografia dedicata al Crivellone e a suo figlio detto il Crivellino, i due paracamini dell’Anticamera sono in realtà da ricondurre alla mano di Cristiano Wehrlin - pittore animalista autore del ricco apparato decorativo della Sala da gioco - come denunciano le iscrizioni sul retro dei telai. Realizzate tra il 1763 e il 1764, le tele propongono due scene di caccia tra animali: nel primo viene rappresentata una volpe che aggredisce delle anatre mentre nel secondo un’aquila che addenta una lepre. A differenza dei paracamini del Salone Centrale – opera del Crivellino – in cui la selvaggina è ormai ridotta a preda inerte, spesso sorvegliata da un cane da caccia, Wehrlin sceglie di ambientare le sue scene all’aperto e di introdurre la dimensione dinamica dell’azione, fissando l’attimo più crudo della caccia: la cattura. Per lo stesso ambiente, Wehrlin dipinse anche le quattro sovrapporte.
Bibliografia
- W. Canavesio, Scheda 6. I Paracamini, in La Palazzina di Caccia di Stupinigi, a cura di E. Gabrielli, Firenze 2014, p. 295
- F. Arisi, Crivellone e Crivellino, Piacenza 2004, p. 89, ill. p. 268, n. 203.







